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La Messa di tutti . La messe de tout le monde
30 aprile 2020

Sentinella, a che punto è la notte?

La verità è che il mondo sta cambiando. Ogni cambiamento porta sconquassi e rivoluzioni sociali. La verità è che tra un anno il mondo che abbiamo conosciuto sarà un ricordo. Mentre continueremo a dire che torneremo alla normalità, avremo acquisito talmente tanti nuovi comportamenti che non saremo più disposti ad abbandonare. È la legge della virtù (o del vizio): la si acquisisce nella ripetizione continua di azioni, quotidianamente.

Questo vale per lo sport così come per tutte le attività umane. Poi la si è talmente praticata, un’azione, che viene spontanea senza nemmeno pensarci. Le chiamiamo abitudini, ma se hanno un valore morale sono virtù; se sono azioni cattive si dicono vizi. Non vedo quindi perché non dovrebbe essere così anche con i comportamenti per combattere il virus che abbiamo già adottato, stiamo adottando e adotteremo. Potremo anche tornare indietro, ma non sarà come prima. La vera battaglia è questa, la vera ascesi – anche cristiana – è dato dal fatto di accettare che stiamo vivendo uno stravolgimento epocale. Non è profezia, perché basta ragionare un po’ per capire che si tratta di una rivoluzione – come dice un’amica teologa – paragonabile a quella industriale. All’inizio, un paio di secoli fa, sembrava che non ci fosse nulla di strano. E poi la macchina a vapore ha stravolto la società, i costumi, il modo di vivere. Ha creato la divisione tra il proletariato e il capitale, eppure era solo un po’ di vapore…

Vorrei andare ancora più in là, essere un poco più visionario: nulla sarà come prima. Non rimarrà pietra su pietra del “tempio”. La mia convinzione in questo confinamento, in questa quarantena della “Messa di tutti”, è che la missione del cristiano oggi consista nello svegliare la coscienza – cristiana, appunto – davanti allo tsunami che ci sta travolgendo. Uso volontariamente toni forti, perché è l’unico modo per capire che nulla resterà come prima. Al tempo stesso, spero però di sbagliarmi.

Se il cristiano è la sentinella che veglia nella notte, ebbene, è proprio lui che deve essere più cosciente di quanto sta capitando e aiutare a scorgere non solo i segni dei tempi, ma anche quasi di anticipare la via di uscita attraverso la speranza. Deve levare il grido nella notte. Voler a tutti i costi vivere nel mondo come lo abbiamo vissuto, causerà solo distruzione e morte.

Mi propongono un aperitivo online. Che cosa? Un aperitivo online? Sì, capisco: è un modo per vedersi. No, dissento: questo significa stravolgere la realtà delle cose. L’abbiamo già fatto fin troppo con la natura. Adesso è l’ora di dire basta. Se siamo confinati, viviamo il confinamento come tale, senza fingere di vivere un’altra vita. Siamo confinati e facciamo quel che si può in questa situazione. Credo che il patriarca di Mosca Cirillo abbia lanciato un monito che va ben al di là del semplice richiamo all’isolamento…

https://www.avvenire.it/rubriche/pagine/sentinella-a-che-punto-e-la-notte (30.04.2020)

 
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